|
|
> Home > Uffici di Curia > Centro Missionario > Abbé Pierre L’Abbé Pierre: "Questa è cultura, formare l’opinione pubblica"
 La sintesi dell'incontro dell'Abbé Pierre in Cattedrale del 12 dicembre 2003
 | | (12/12/2003) |
"A lezione dall'Abbé Pierre" così titolava il settimanale cattolico in occasione dell'incontro del 12 dicembre nella Cattedrale di S. Lorenzo. Ci siamo ritrovati in molti in ascolto di una magistrale lezione di carità, proiettati verso il Vangelo della speranza che unisce ogni persona nel servizio verso chi ha bisogno.
"Un appuntamento che resterà indelebile nella memoria e nella vita dei presenti, nella nitida percezione di avere incontrato un testimone radicale che invita ad aprire gli occhi per scoprire e combattere le povertà materiali".
In queste pagine riproponiamo come "luce per i nostri passi" alcune frasi pronunciate in quella circostanza dall'Abbé in ricordo del suo passaggio a Genova.
"Vi sono quelli che danno senza pena e senza gioia, e senza premura di virtù;
essi sono come il mirto che sparge nell'aria, laggiù nella valle, il suo incenso.
Nelle loro mani Dio parla e dietro i loro occhi egli sorride alla terra." (Kahlil Gibran)
Vous demandez: qu'est-ce que peut faire la jeunesse pour réaliser la culture èvangélique? Je vous dirai simplement «il faut avoir les yeux ouverts». Accepter de regarder tout ce qui est mal, pour le combattre. Et en même temps, regarder tout ce qui est merveille, pour en rendre gloire à Dieu.
Voi mi chiedete: cosa può fare la gioventù per realizzare la cultura evangelica? Vi dirò in tutta semplicità "bisogna avere gli occhi aperti". Accettare di guardare tutto ciò che è male, per combatterlo. Nello stesso tempo guardare tutto ciò che è meraviglioso, per renderne gloria a Dio.
 | | (12/12/2003) |
Vous demandez: qu'est-ce qu'on doit faire pour la sainteté de la jeunesse? Je vous le répète: qu'elle connaisse ce que les autres souffrent et qu'elle s'applique à la prière pour trouver les manières d'agir pour délivrer ceux qui souffrent de leurs souffrances.
Mi avete chiesto cosa deve fare la gioventù per essere santa. Che riconosca la sofferenza degli altri e che si applichi alla preghiera per trovare il modo di agire e per liberare, coloro che soffrono, dalla loro sofferenza.
Deux qui s'aiment beaucoup- quand ils se rencontrent - ont milles choses à se dire. Ce n'est jamais suffisant. Mais il y a un moment où il n'y a plus rien à dire. Tout simplement, ils sont heureux d'être ensemble. La prière c'est aussi cela. Se réveiller le matin et faire l'offrande à Dieu de tout ce qu'on va vivre. Et dans ces moments de silence, entre deux personnes qui s'aiment, il y a un autre langage qui parle et qui souvent nous èclaire sur des problèmes qui nous semblent mystérieux et qui surtout nous aide à partager la peine, la souffrance et la lutte pour guérir les souffrances.
Due persone che si amano molto quando si incontrano hanno mille cose da dirsi.... Il tempo è sempre insufficiente. Ma viene un momento in cui non c'è più niente da dirsi. Semplicemente sono felici di stare insieme. La preghiera è la stessa cosa. Svegliarsi al mattino e offrire a Dio tutto quello che si vivrà..... E in questi momenti di silenzio tra due persone che si amano c'è un altro linguaggio che parla e che illumina i problemi che ci sembrano misteriosi aiutandoci, al tempo stesso, a dividere la pena, la sofferenza e la lotta per guarire le sofferenze.
 | | (12/12/2003) |
L'amour peut se dire avec un mot: Toi, l'Autre. Quand tu es heureux, je suis heureux. Quand tu souffres, j'ai mal. Et je ne me contents pas de pleurer. Toutes mes ènergies se lèvent unies à tes ènergies pour nous guérir ensemble de ton mal qui est devenu mon mal; nous guérir pour que ma joie soit dans ta joie; ta joie dans la mienne; et pour que nos joies, réunies, luttent pour la joie de tous.
Ma l'amore si può dire anche con una sola parola: Tu, l'Altro. Quando tu sei felice io sono felice, quando soffri io soffro e non mi accontento di piangere e tutte le mie energie si innalzano, unite alle tue energie, per guarire insieme, del tuo male che è diventato il mio male. Guarire affinché la mia gioia sia nella tua gioia, la tua gioia sia nella mia, e affinché le nostre gioie unite lottino per la gioia di tutti.
Alors Notre Père dira: «Merci d'avoir aimé, d'avoir rendu croyable, malgré tout ce que dans la nature et dans l'histoire semble nier cela, que je suis Amour. Merci d'avoir aimé, comme vraiment un de mes fils: entre dans la Vie, dans la Paix, dans la joie Eternelle». J'espère que pas loin soit pour moi la rencontre. N'ayons pas peur.
E il Padre Nostro allora dirà "Grazie di aver amato, di aver reso credibile, malgrado tutto nella natura e nella storia sembri negarlo, che io sono Amore. Si, grazie di aver amato proprio come un figlio mio. Entra nella Vita, nella Pace, nella Gioia eterna". Spero che per me questo incontro non sia troppo lontano. Non dobbiamo avere paura.
Chi desidera ricevere il testo completo dell'intervento dell'Abbé Pierre può richiederlo al Centro Missionario Diocesano oppure inviando i propri dati in busta chiusa e allegando € 10 a copertura delle spese e come sostegno delle attività missionarie.
Centro Missionario Diocesano
Via T. Reggio 17 – 16123 Genova
0102468897
|
|